
Nella prima parte dello spettacolo la POLV presenterà il suo repertorio abituale, eseguendo brani legati al linguaggio etnico e sperimentale che da anni contraddistingue il suono originale dell’insieme. La polifonia della ricca sezione di organetti, sorretta da un inedito organetto basso (bassoon), il collante ritmico tenuto da batteria, basso elettrico e percussioni, le composizioni originali di Alessandro Parente insieme al timbro teatrale della voce di Antonella Costanzo e ai virtuosismi del solista Alessandro D’Alessandro sono l’espressione di questa particolare sperimentazione; nella seconda proporrà, con l’ausilio di Mario Insenga e Lino Muoio della Dr. Sunflower Jug Band (realizzatori con la POLV di un progetto sperimentale dal nome “Omaggio a New Orleans”, prodotto dal Liri Blues Festival), una rielaborazione di classici di New Orleans. Collante del progetto, uno strumento, l’organetto, il quale è strumento fondamentale sia per il folk italiano sia per il cajun, la musica degli acadians, i francesi arrivati a New Orleans dalle terre colonizzate del Canada, e da cui tanto ha attinto la tradizione dell’intera Louisiana. Fondamentale anche l’intreccio delle due voci, una maschile dal timbro forte e deciso tipico del “blues più nero”, l’altra, quella femminile, dagli “aridi” colori mediterranei e popolari, sfumati da una “teatralità” quasi classica. Entrambe, comunque, caratterizzate dalla profonda passione che viene dalla terra e dalle radici. Insomma un progetto arduo, e per molti versi coraggioso, che mette insieme due percorsi che hanno segnato profondamente l’esperienza quindicennale della Piccola Orchestra La Viola spaziando tra la canzone d’autore, la tradizione mediterranea, il jazz e molto di più.




